Venezia dopo il coronavirus

di Roberto D’AGOSTINO – il Gazzettino 12/4/2020

La pandemia azzerando in pochi  giorni le presenze turistiche ha rivelato il vuoto assoluto che esiste sotto la coltre rutilante della città da vendere.

E’ rimasto lo scheletro, meraviglioso, di Venezia senza più abitanti e senza più attività.

Oltre a quelle minori e diffuse (bar, ristoranti, piccole attività commerciali, e così via), e a tutte le attività ricettive come quelle più strutturate esplose nei recenti compound alberghieri promossi da questa giunta, anche le principali strutture produttive come il porto e l’aeroporto sono stati coinvolti in una crisi profonda.

Occorre ricostruire l’economia e la stessa vita sociale della città attraverso un lavoro consapevole, vale a dire sapendo dove si vuole andare, e competente, cioè sapendo come si fa. (…continua)