- Situazione politica e sindacale alla luce dei risultati della recente consultazione elettorale a Venezia e nel Veneto.
- Emergenza covid-19 e agenda politica
(Lega SPI CGIL Venezia Centro Storico e Isole – 23 ottobre 2020) – Antonio INFANTE
1.Premessa
Le consultazioni regionali e comunali per l’elezione del Presidente della Regione, del Sindaco, del Presidente delle Municipalità e dei rispettivi Consigli consentono di analizzare, ad insediamento avvenuto, l’esito delle votazioni del 2020 da mettere a confronto con quelle del 2010 e del 2015 al fine comprendere le modificazioni intervenute nell’elettorato e nella situazione politica.
I dati analizzati sono relativi ai voti e alle percentuali di:
- Presidente Regione – Sindaco – Presidenti Municipalità Coalizioni;
- Partito Democratico.
2. Regione Veneto
La tabella allegata constata il plebiscito per Zaia con una percentuale in assoluto tra le più alte in ITALIA, dall’istituzione delle regioni, di un presidente.
La distribuzione dei seggi è di 41 consiglieri al Centrodestra e 8 al centrosinistra.
L’analisi del voto e dei flussi è stata prodotta, in una interessante riunione della CGIL Regionale, da un esperto che ha illustrato i risultati di un sondaggio (instant poll) svolto nella giornata del voto e che riassumo in breve:
- L’esposizione mediatica, durante l’emergenza Covid, ha inciso solo del 10% sul totale dei consensi ricevuti da Zaia.
- Molti elettori hanno deciso di votare ZAIA prima e dopo il lockdown. Il consenso è frutto di un lavoro politico di lunga data;
- I giovani non hanno votato centrosinistra;
- Gli anziani votano centrosinistra.
Da ultimo il confronto tra i voti e le percentuali dell’intera Regione con quelli della Circoscrizione di Venezia.
La Coalizione di CentroSinistra e il PD registrano un modesto miglioramento dei risultati nella circoscrizione veneziana.
3. Comune di Venezia
3.1. Consiglio Comunale
Il CentroSinistra nel 2020 perde sul 2010 circa 39.000 voti, ne mantiene 36000, ma lascia sul campo 22,00 punti %. Il CentroDestra perde con Brunetta nel 2010 (voti 62.000), ma nel 2015 con Brugnaro al 2 turno è al 53 % mentre nel 2020 recupera in voti (66.000) e mantiene il 54% con la lista Brugnaro che si attesta a 38000 voti.
L’affluenza alle urne è stata: 2015 – 59,81% 2020 – 62,24%
3.2. Partito Democratico
Nel 2020 perde 14.000 voti e punti 9,7 in % sul 2010- Le altre liste della coalizione scendono dal 22,26 % del 2010 al 9,96% del 2020
3.3. Municipalità
La perdita più consistente in termini di voti del CentroSinistra a Venezia Murano Burano è di 5.500 voti ma tiene con il 53% l’elezione del Presidente. A Marghera è di meno – 24 % con la perdita di 4500 voti. Il CentroDestra aumenta del 24% passando al 63% dei voti con la lista Brugnaro che ottiene da sola il 34 % circa.
Il PD a VeneziaMuranoBurano perde circa 1000 voti ma aumenta in % del 2,49, mentre a Marghera perde sia in voti – 1600 che in % 8,66.
Venezia Verde e Progressista nelle due Municipalità ottiene a VeneziaMuranoBurano 11% a Marghera 10%
4.Analisi del voto
Sulla base dei dati rilevati è possibile fare il punto della situazione con alcuni primi commenti:
- Il voto del Veneto ha confermato una vittoria chiara e netta della lega e della destra. Ha prevalso e vinto la visione autonomista affermatasi nel referendum consultivo del 2017 è sancita nella riforma del titolo V della Costituzione. Titolo che alla luce dell’emergenza covid- 19 e non solo va risistemato per le tensioni e conflitti aperti tra poteri centrali e locali
- A Venezia il CentroDestra con Brugnaro mantiene, dopo 5 anni di governo della città, i suoi voti e la sua forza. Il CentroSinistra con Baretta perde molti consensi rispetto al 2010 e 2015 in ragione della costituzione di altre liste e candidati sempre dell’area di centrosinistra. Perdere 39000 voti vuol dire i voti di un partito del 32%:
- L’associazionismo e i movimenti presenti nella città, molto attivi nella fase preelettorale, non hanno rafforzato il centrosinistra;
- Le ragioni della sconfitta del centro sinistra a Venezia vengono da lontano e cito in breve: nel 2005 il sindaco Costa non viene ricandidato per il secondo mandato e si va al ballottaggio con Cacciari Casson; nel 2010 vince Orsoni che a seguito scandalo MOSE presenta le dimissioni dopo 4 anni con la nomina del Commissario; nel 2015 Casson perde con Brugnaro;
- Il sistema elettorale per l’elezione del Sindaco ha condizionato e condiziona lo stato dei partiti già in crisi sul piano sociale culturale organizzativo con l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. La selezione per la scelta del candidato e sempre meno nelle mani dei partiti ma di gruppi di interesse, di potere e di lobby che finanziano la campagna elettorale e la possibile elezione. A Venezia vale la pena precisare che il costo di una campagna elettorale si aggira su qualche centinaio di migliaia di €;
- Infine non va dimenticato il Governo RENZI e le sue politiche, la vittoria del NO sulla riforma costituzionale, la scissione del PD con la nascita di LEU alle politiche e da ultimo l’uscita di RENZI dal PD con la costituzione di ItaliaViva.
Questo sintetico quadro mi offre la possibilità di proporre alla discussione che iniziamo oggi, alcune priorità e scelte che il sindacato deve assumere e il contributo che deve e può dare lo SPI CGIL.
Il punto da cui partire per quanto mi riguarda deve considerare:
- dopo quasi due mesi dalle votazioni la pandemia ha imposto una agenda politica completamente diversa stante la crisi sanitaria sociale economica impressionante devastante. Tutto è in discussione
- Il bollettino di ieri (11 novembre) evidenzia circa 33000 nuovi contagi – 623 decessi – 3081 ricoverati in terapia intensiva – un totale di tamponi effettuati pari a 18 milioni
- Il Ministro Speranza ha firmato ordinanza dell’entrata nell’area arancione di Regioni Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana, Umbria che assieme a quelle già rosse danno un totale di 12 regioni compresa la Provincia autonoma di Bolzano. Credo che nei prossimi giorni si arriverà ad al secondo look down per tutto il paese.
- Dal mese di febbraio le misure straordinarie del governo sono state tutte volte a contenere la diffusione dell’epidemia da Covid-19. Gli interventi economici del Governo ammontano a circa 100 miliardi per sostenere i redditi delle famiglie, i livelli occupazionali, il sistema produttivo e la sanità.
4.La crisi economica
L’impatto delle misure adottate sull’andamento del debito pubblico nei prossimi anni colloca l’Italia al 2 posto nel mondo dopo il Giappone con una previsione del rapporto percentuale debito prodotto interno lordo pari a circa il 160%, Nel 2019 il rapporto è stato del 134% per un ammontare del debito pari a 2386 miliardi di €. Alla data di ieri il debito ha raggiunto la cifra di circa 2600 miliardi di €.
La stima del PIL per l’Italia nel 2020 è di -9%.
I posti di lavoro persi da febbraio a giugno secondo l’INPS, sempre per l’Italia, sono stati 500 mila soprattutto a tempo determinato. La disoccupazione passerà da circa il 9,8% di febbraio 2020 al 17% del post Covid 19. Anche il Pil veneto nel 2020 subirà una contrazione del 9% stante una perdita di 34 mila posti di lavoro nel 1 semestre. I fondamentali su base annua subiranno, con la seconda ondata in corso e le misure restrittive assunte e da assumere, variazioni negative molto consistenti.
La depressione economica che si profila all’orizzonte con la seconda ondata in corso, aggraverà:
- Le diseguaglianze e le condizioni di vita e della salute delle fasce deboli soprattutto anziani (16 milioni di pensionati – 293 miliardi di € 34% di tutta la spesa pubblica pari a circa 854 miliardi di €). L’Italia ancora, con il 27% della popolazione corrispondente a 17 milioni di persone, è tra i paesi peggiori d’Europa per il rischio povertà dopo Bulgaria, Romania e Grecia. Al Sud la situazione è pesantissima: 55,6% in Sicilia, 49,9% in Campania e 46,7% in Calabria. In povertà assoluta si trovano 5 milioni di persone mentre in povertà relativa l’Istat ne rileva 10 milioni. Numeri e % che rischiano di aumentare per la disoccupazione precarizzazione a seguito delle innovazioni tecnologiche che saranno introdotte sulle imprese e mercato del lavoro. Tecnologie che assieme all’informazione sono, oggi, i fattori immateriali dell’economia moderna, dell’economia della conoscenza, l’unica risorsa in grado gestire la complessità.
- la “crisi fiscale” dello Stato, con seri rischi per la tenuta democratica.
- infine va ricordata la condizione psicologica di uomini donne giovani caratterizzata, per lo stress e il trauma che oggi vivono, da ansia, paura, insicurezza, rabbia e impotenza.
Il tutto ci sta portando verso una società che io definirei
società del rischio a seguito della trasformazione dello stato di emergenza in permanente
Cosa fare per vitare questo rischio – soprattutto a livello sociale?
Credo sia necessario e indispensabile che “tutte le forze sociali umane ed economiche convergano alla definizione di una strategia per il futuro del nostro Paese attraverso interventi, azioni progetti e proposte che consentano “il superamento dell’inequità” dell’ingiustizia e la promozione di una “nuova economia” più attenta ai principi etici.”
Per questa strategia torneranno utili e saranno necessari il Recovery fund – e il MES.
Al contrario senza una strategia ci sarà la distribuzione dei pani e dei pesci ed una miriade di interventi che non modificheranno gli assetti sociali esistenti e la crisi in atto.
Per il sindacato e la CGIL, che nella prima fase della pandemia hanno ritrovato un protagonismo che è stato contrastato ed escluso nel passato dalle scelte politiche conseguenti alla competizione produttiva su scala globale, l’azione non potrà limitarsi solo alle rivendicazioni categoriali ma essere parte in causa nell’individuazione di obietti e strategie per il Paese e per il futuro delle nuove generazioni.
Per ripartire saranno necessarie alcune condizioni;
- un’azione unitaria e coordinata tra Governo Regioni Città Metropolitane e Autonomie Locali
- politiche e sostegno per il rilancio dei consumi
- iniziative economiche finalizzate al sostegno di un piano industriale dei settori strategici e della riconversione delle piccole e medie imprese con una ridefinizione del ruolo dello Stato (regole concessioni strumenti finanziari) nel rapporto tra pubblico e privato
- l’avvio di una nuova fase della concertazione tra le forze sociali e le associazioni di categoria
- meno teatralità nella comunicazione e nei media con una informazione chiara positiva che consenta ai cittadini di uscire dallo shock dal trauma che il coronavirus ha prodotto
- un Europa che superi la politica dei trattati e si collochi in uno scenario politico dominato oggi dal dualismo Cina America
- infine c’è bisogno anche dei pensionati come cittadini e come SPI con la forza, le idee e le proposte da far valere nella logica della concertazione per un patto sociale tra le generazioni e per il paese.
5.Le iniziative e le azioni da intraprendere come Lega
Considerata la positiva azione dello SPI a livello nazionale, regionale, metropolitano e Lega, mi preme mettere in evidenza alcune priorità e interventi verso i pensionati.
L’emergenza COVID-19, con una diffusione che ha causato drammi decessi, collasso delle strutture sanitarie, ha rilevato l’importanza dei dati su vari fronti quali l’andamento della pandemia e dei contagi, l’approvvigionamento dei dispositivi di indagine (tamponi) e di protezione individuale, la ricerca scientifica e la quantificazione delle risorse e delle politiche utili alla ripresa delle attività produttive
Il potenziale dei dati, tuttavia, non è stato colto negli anni passati dall’Italia e dalla stessa Europa che solo di recente, febbraio 2020, con la Commissione Von Der Leyen ha delineato una strategia per la creazione di un mercato unico dei dati europeo e dalla urgente necessità di sviluppare modelli epidemiologici utili per la lotta alla pandemia.
L’indice della digitalizzazione dell’economia e della società, creato dalla stessa Commissione Europea per monitorare la competitività digitale degli Stati membri ha confermato nel 2019 i ritardi dell’Italia su connettività, banda larga, big data, ricerca innovazione collocandola al 24 posto tra i 28 Stati membri dell’UE, nonostante la crescita della copertura a banda larga veloce, lo sviluppo del 5G e la strategia Industria 4.0 per la digitalizzazione delle imprese italiane.
Una conferma è venuta di recente anche con l’applicazione IMMUNI nata dalla collaborazione di Bending Spoons, Sogei, PagoPA e con l’utilizzo della piattaforma software di tracciamento dei contatti sviluppata da Apple e Google.
Mentre in Europa molti paesi stanno convergendo sulla soluzione italiana IMMUNI in Italia non ha ancora avuto un utilizzo diffuso (solo 8 milioni di cittadini) stante il corto circuito creatosi nella fase di avvio, tra la segnalazione del contatto con un soggetto positivo e la gestione delle istruzioni e il rapporto con le stesse aziende ospedaliere nel caso in cui nei giorni successivi emergano possibili sintomi (tosse, raffreddore, febbre o altro ancora).
Il Dpcm del 18 ottobre scorso, per ripristinare la catena di funzionamento dell’app e superare gli ostacoli, ha introdotto una norma che obbliga gli operatori sanitari accedendo al sistema centrale di Immuni, di caricare il codice chiave in presenza di un caso di positività”.
La Regione Veneto non ha avviato da subito tali adempimenti come ha candidamente ha affermato Zaia di non saperne nulla. La verità è che il Veneto sta lavorando ad un APP mobile propria.
Tutto questo per dire che l’economia dei dati ridefinita “la quarta rivoluzione industriale” è, per i prossimi anni, il motore per garantire non solo sviluppo economico e l’innovazione in tutti i settori produttivi, ma anche per garantire che il settore pubblico progetti per i cittadini servizi e applicazioni innovative e ed efficienti.
In questo periodo nel nostro paese sono in corso numerose iniziative nel campo della digitalizzazione e della pubblica amministrazione.
In breve cito:
- SPID – identità digitale
- CiE – carta di identità elettronica
- Tessera sanitaria – dal 2011 (TS- CNS)
- CnS – strumento di identificazione in rete che consente la fruizione dei servizi delle amministrazioni pubbliche.
- PagoPA – Non è un sito dove pagare, ma una nuova modalità per eseguire tramite i Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) aderenti, i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione in modalità standardizzata. le agenzie di banca, gli home banking, gli sportelli ATM, i punti vendita SISAL, Lottomatica e Banca 5 e presso gli uffici postali.
- Io – Un unico punto di accesso per interagire in modo semplice e sicuro con i servizi pubblici locali e nazionali, direttamente dal tuo smartphone
- Immuni
- Sanità Km zero – Fascicolo sanitario elettronico
- Sanità Km zero – Ricette
- Telemedicina
L’impatto delle applicazioni digitali elencate sui pensionati sarà notevole complesso problematico.
L’avvio di una alfabetizzazione che consenta una minima operatività dei pensionati deve essere assunta dallo Spi con modalità da definire su tre direttrici: fformazione; comunicazione; assistenza ai pensionati nelle sedi distribuite sul territorio.




