Venezia affonda nella precarieta’

GIORGIO SBORDONI – Collettiva

Le fondamenta sociali della città stanno marcendo lentamente e rischiano di dissolversi portandosi via il futuro. Parla Daniele Giordano, segretario Cgil

Ci sono delle fondamenta a Venezia che preoccupano persino più delle fondamenta strutturali, circondate e erose da secoli dall’acqua salata. Sono le fondamenta sociali, che stanno marcendo lentamente nella precarietà del lavoro e rischiano di dissolversi portandosi via il futuro. C’è un volto fragile di Venezia che è persino più fragile di quello temuto da architetti e urbanisti. Quello della società, del lavoro. E per questo non c’è politico disposto a investire, non c’è Mose all’orizzonte, non c’è studio di fattibilità. 

Questo è il dato più preoccupante che emerge dalle analisi dei dati della Cgil. Un lento ma costante spostamento negli anni dell’asse del mercato del lavoro verso contratti di bassa e bassissima durata e qualità, tutti rivolti al settore terziario, che ormai occupa quasi la metà della popolazione, arrivando al 43%….continua