Il nuovo patto di stabilità, la finanziarizzazione dell’economia

FuoriCollana_Federico Losurdo

Anche dopo la sua riforma, il patto di stabilità e crescita continua ad apparire “stupido”. Ma dietro le regole e i numeri contenuti nel PSC si cela da sempre un obiettivo politico chiaro: comprimere la spesa pubblica degli Stati membri per agevolare la privatizzazione dei servizi sociali.

L’Unione economico-monetaria, perfezionata dal PSC nel 1997, si sarebbe dovuta ancorare ai codici normativi dell’integrazione attraverso il diritto, il “credo” ordoliberale. Un’Unione vincolata a un sistema di norme giuridiche sovranazionali giustiziabili, preordinate a compensare il vuoto di solidarietà tra gli Stati membri (Joerges-Giubboni, 2013). La politica monetaria veniva in tal modo federalizzata e, al contempo, depoliticizzata, immunizzandola da possibile “derive” keynesiane nella gestione macroeconomica (Ciocca, 2024)..…continua