ITALIA LEADER EUROPEA DEL SETTORE ALBERGHIERO/ Horwath HTL: “32mila alberghi e 1 mln di camere”

L’ultimo rapporto di Horwath HTL sul settore alberghiero internazionale premia nuovamente l’Italia che conta il maggior numero di alberghi e camere in tutta Europa

Dopo oltre due anni di blocchi dovuti alla pandemia covid che hanno pesantemente influito sul turismo in tutto il mondo (e, in particolare, in Italia dove le limitazioni sono durate molto più che altrove), l’ultimo rapporto redatto da Horwath HTL parla di un settore alberghiero che in Italia ha saputo reggere molto bene il contraccolpo, continuando a crescere in misura superiore a quello degli altri stati europei. 

https://www.ilsussidiario.net/news/italia-leader-europea-del-settore-alberghiero-horwath-htl-32mila-alberghi-e-1-mln-di-camere/2692153/

Post infarto, studio REDUCE-AMI ridimensiona l’efficacia della terapia con beta-bloccanti

(Agenbio) – L’uso dei farmaci beta-bloccanti non ridurrebbe il rischio di morte o di infarto miocardico nei pazienti colpiti da questa patologia. A ridimensionare l’efficacia della terapia, ritenuta uno dei pilastri nella cura di eventi cardiovascolari, è lo studio REDUCE-AMI pubblicato sul New England Journal of Medicine e presentato al congresso dell’American College of Cardiology ad Atlanta.

Lo studio REDUCE-AMI, randomizzato, multicentrico e “in aperto”, ha valutato l’efficacia della terapia con beta-bloccanti in 5.020 pazienti con età media di 65 anni, con infarto miocardico acuto trattati con angioplastica e con una normale funzionalità contrattile del muscolo cardiaco. La ricerca, condotta da settembre 2017 a maggio 2023 in 45 centri in Svezia, Estonia e Nuova Zelanda, ha confrontato il decorso clinico del gruppo dei pazienti ai quali era stata prescritta una terapia con beta-bloccanti rispetto a quelli trattati senza questi farmaci.

I risultati hanno mostrato che, a circa 3 anni e mezzo dall’inizio dello studio, l’incidenza di decessi e di un secondo infarto non sono stati significativamente differenti nei due gruppi. Non sono state registrate differenze di rilievo neanche nel numero di ospedalizzazioni per fibrillazione atriale, per insufficienza cardiaca, ictus o per interventi di impianto di un pacemaker. (Agenbio) Etr 11:00.