L’estate congela il PIL italiano

— Crescita zero. Nel terzo trimestre l’Italia si pianta. E fa peggio di tutti in Europa, nonostante
la tenuta dei servizi e del turismo.
Anche la Germania, data ormai in recessione, batte un colpo e registra un rimbalzino dello 0,2% nel
suo Pil estivo. La Spagna invece incassa un altro 0,8%, il doppio della Francia con il traino delle Olimpiadi, e ormai vola verso un allungo del 3,4% quest’anno. Quando invece il nostro +1% a questo punto pare irraggiungibile

La crescita del Pil si blocca nel terzo trimestre, le nuove stime preoccupano il Governo

Le stime preliminari di Istat segnalano una frenata della crescita economica nel terzo trimestre del 2024

Matteo Runchi 30 Ottobre 2024

Istat ha pubblicato le sue stime preliminari sulla crescita economica dell’Italia nel terzo trimestre del 2024, quello che va da luglio a settembre. In questo periodo il Pil del nostro Paese non ha praticamente subito variazioni rispetto al trimestre precedente e l’aumento su base annua è rimasto attorno allo 0,4%. Pesa un calo generalizzato del valore aggiunto in tutti i settori e il rallentamento della domanda estera. ….continua

Privatizzazioni, un “saldo nel vuoto”

l governo tira dritto: si inizia con Poste, Eni e RaiWay. Uffici chiusi, licenziamenti, servizi ridotti, questi gli effetti: la Cgil dice no

Collettiva MARCO TOGNA

Uffici chiusi, lavoratori licenziati, servizi azzerati, investimenti ridotti all’osso. Saranno questi gli effetti delle privatizzazioni annunciate dalla premier Giorgia Meloni in gennaio, e che ora si stanno concretizzando. La motivazione ufficiale è la riduzione del debito pubblico: l’esecutivo si attende 20 miliardi di euro in tre anni, pari ad appena lo 0,71 per cento del debito. Praticamente una goccia nel mare.

La realtà è ben diversa. Si lascia spazio al mercato e alla deregulation, si fanno entrare i privati nei grandi asset nazionali (come Poste Italiane, Eni e RaiWay). Ed è del tutto evidente che i privati acquisteranno quote azionarie delle grandi aziende pubbliche italiane solo per guadagnarci sopra. Il governo, insomma, si arrende ai poteri forti della finanza.

La Cgil dice no. Perché le privatizzazioni hanno già fallito in passato, perché così si distruggono occupazione e professionalità, perché fare cassa è il contrario di avere una visione di sviluppo. Perché economicamente non conviene: è più ciò che si perde che quello che si guadagna. E perché, soprattutto, i cittadini, ognuno di noi, perderà qualcosa: un servizio, un posto di lavoro.

Da oggi parte la nostra campagna per fermare questo scempio. L’abbiamo chiamata Saldo nel vuoto. Perché il governo svende i gioielli di famiglia, li mette appunto a “saldo”, facendoci precipitare nell’abisso. Nelle prossime settimane analizzeremo ogni singola cessione, dimostrando ancora una volta come questo governo fa gli interessi della grande finanza, non certo di noi italiani.

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Il governo tira dritto: si inizia con Poste, Eni e RaiWay. Uffici chiusi, licenziamenti, servizi ridotti, questi gli effetti: la Cgil dice no

MARCO TOGNA

21 maggio 2024 • 06:04