Francesca Bria (@francesca_bria) ha twittato: La mia intervista di @massimosideri sul @CorInnovazione di oggi: Servono progetti digitali e verdi per trasformare l’Italia, con ambizione e guardando al futuro. Il neonato Fondo Nazionale Innovazione farà la sua parte. (…continua)
Categoria: Digitale
L’Italia ce la può fare
Intervista a Francesca BRIA ( La Repubblica DONNA.. di Gloria RIVA’)
Con l’emergenza Covid-19 “…i dati sono imprescindibili per una efficace pianificazione dell’azione pubblica
, ed è il momento per pensare a nuovi modelli di proprietà dei dati, proponendo un nuovo patto cittadino sull’uso dei dati per l’interesse pubblico, mettendo al centro privacy e sicurezza (…continua)
La rete? Deve essere un bene comune – Collettiva.it
Da un po’ di tempo il termine “smart” è entrato nel nostro vocabolario: smart city, smart working; persino smart tv. Tutto con il digitale sembra poter diventare intelligente e moderno, quasi fosse una bacchetta magica: basta una connessione, una qualche condivisione e un po’ di giga. In realtà la tecnologia, se può essere un fattore di crescita, non è però mai neutra. Bisogna insomma capire gli obiettivi che si prefigge. Proprio per questo il sindacato, soggetto sociale che contratta e negozia, sul tema delle smart city vuole avere voce in capitolo, fare proposte.
Le trasformazioni dei giganti tecnologici
Google assieme ad altri giganti come Facebook, Amazon, Apple e Microsoft sono nati con una visione utopica in cui la tecnologia avrebbe reso il mondo migliore, sicuro e prospero unito (con internet) in un unico villaggio globale.
Dopo circa 20 anni l’idealismo iniziale
Don’t be evil” è stato sancito come il mantra aziendale di Google nei suoi primi tempi, quando il logo allegro dell’azienda trasmetteva ancora lo spirito idealistico dell’azienda e dell’industria nel suo insieme. Sfortunatamente, è passato un bel po ‘di tempo da quando Google, o la maggior parte delle società Big Tech, sono stati all’altezza di questa filosofia fondante.
Eppure quel caratteristico slogan – che da allora è stato tranquillamente ma deliberatamente abbandonato dalla leadership di Google – ci ricorda che giganti come Google, Facebook, Amazon e Apple non sono sempre stati i leviatani corporativi di stampa di contanti che sono diventati oggi. In realtà, sono nati da una visione dagli occhi stellati per un futuro utopico in cui la tecnologia avrebbe inevitabilmente reso il mondo migliore, più sicuro e più prospero, uno in cui Internet sarebbe stata una grande forza connettiva, unendoci in un unico globale villaggio mentre livellando il campo da gioco per tutti.
Quanto tempo fa sembra tutto. Perché nell’arco degli ultimi due decenni, scrive il editorialista di FT Rana Foroohar, la Big Tech ha perso la sua strada e la sua anima. Attraverso i suoi abili rapporti e il suo accesso senza pari – vinto per quasi 30 anni nel mondo degli affari e della tecnologia – Foroohar racconta la storia di come l’idealismo vertiginoso si è trasformato in avidità, come un mondo in cui “l’informazione vuole essere libera” è diventato uno in cui siamo il prodotto monetizzato, come i fanatici che armeggiano con le schede madri nei loro scantinati sono diventati arroganti miliardari che monopolizzano la parte del leone nell’economia, e come Internet “democratizzato” che ci è stato promesso può minacciare il tessuto stesso della nostra democrazia.
Le società tecnologiche giganti sono una forza economica e sociale globale non governata che tutti dobbiamo comprendere. Contribuiscono alla divisione e minacciano la “stessa coesione della società”. Il pensiero generale di Foroohar è molto necessario. Questo libro avvincente e profondamente informato ci aiuterà a guidare le nostre risposte a una nuova era pericolosa. “
https://www.ft.com/content/3c8e0aba-9684-11ea-abcd-371e24b679ed
Smart City Index 2019
IMD è la classifica digitale di 102 città del mondo in base ad alcuni indici attinenti l’inclusione sociale, l’ambiente, l’innovazione tecnologica , le infrastrutture, i servizi al cittadino e le imprese, l’intrattenimento, l’offerta culturale e la gestione dei rifiuti e delle risorse energetiche ed idriche.
La classifica
Al primo posto nel mondo Singapore, Bologna è al 18° posto, mentre Milano al 22°, Roma al 77°. Tra le prime 10 rientrano 7 città europee.
Venezia non rientra nella classifica delle prime 102 città del mondo

