Autonomia differenziata e conti pubblici: qualche simulazione

 20 luglio 2024

La legge sull’autonomia differenziata trae origine dall’intenzione di alcune regioni del Nord Italia di trattenere all’interno del proprio territorio una quota maggiore di risorse tributarie e contributive che da quello stesso territorio hanno avuto origine. Il cammino verso quell’obiettivo è tuttavia lungo, accidentato e per nulla scontato, poiché nell’iter di approvazione della legge le ragioni del Mezzogiorno e della perequazione a favore delle regioni svantaggiate si sono fatte sentire con forza, anche all’interno della maggioranza di governo. Altri due motivi hanno giocato e giocheranno in futuro un ruolo importante. Il primo è che l’Italia ha un serio problema di conti pubblici: un sistema di finanza centralizzato può forse non essere efficiente e deresponsabilizza gli amministratori locali, ma rassicura il ministro dell’economia (e i mercati) riguardo alla tenuta dei conti. Un secondo motivo è che il Pil aggregato di tutte le regioni del Mezzogiorno è piccolo rispetto a quello dell’intero Paese: circa il 22%. Se dunque le regioni del Nord si coalizzassero per ridurre l’ammontare dei trasferimenti verso il Mezzogiorno avrebbero un pool di risorse molto scarso a cui attingere, a meno di ipotizzare dei veri e propri disastri nel sistema di welfare delle regioni meridionali.…continua

SALARI E POLITICA/ Le due strade davanti all’Italia per sconfiggere il lavoro povero

Durante la campagna elettorale la questione del salario minimo è stata colpevolmente dimenticata anche se la querelle tutta italiana ha preso il via nei mesi scorsi da una Direttiva europea – Direttiva (UE) 2022/2041 del Parlamento europeo – che indica l’orizzonte su cui i Paesi della comunità è bene che si orientino anche per contrastare i salari bassi che si registrano in tutta l’area.

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