STRATEGIE CLOUD ITALIA

di Michele IASELLI

La strategia Cloud Italia ha un ruolo centrale nella digitalizzazione della PA, priorità del PNRR: l’obiettivo è semplificare il lavoro delle pubbliche amministrazioni, oltre ad adottare tecnologie sicure e garantire la compliance normativa, anche al GDPR

La digitalizzazione della PA si impone oggi come obiettivo prioritario del PNRR per garantire ai cittadini e alle imprese servizi pubblici di maggiore qualità, efficienza ed efficacia, oltre che per creare nuove opportunità di sviluppo per l’economia digitale del Paese. In questo processo di trasformazione, la strategia Cloud Italia riveste un ruolo centrale e, in continuità con le iniziative previste nel piano nazionale, introduce importanti novità al fine di semplificare il lavoro delle amministrazioni.

Mediante l’approccio cloud first, la strategia intende guidare e favorire l’adozione sicura, controllata e completa delle tecnologie cloud da parte del settore pubblico, in linea con i principi di tutela della privacy e con le raccomandazioni delle istituzioni europee e nazionali. In tal modo le infrastrutture digitali saranno più affidabili e sicure, e la PA potrà rispondere in maniera organizzata agli attacchi informatici, garantendo continuità e qualità nella fruizione di dati e servizi. (…continua)

 

Scienza, diritti, management: l’arbitrio al centro dell’era digitale

Francesco VARANINI

I rischi e le opportunità dell’accelerazione tecnologica. Diritti, interessi economici e bene comune, etica del management, sostenibilità e democrazia: il punto di vista di Francesco Varanini.

Secondo le sue riflessioni per affrontare l’“era digitale” bisogna imparare a usare in modo etico le tecnologie e ridefinire il significato dello sviluppo: da dove si comincia?

Dal ragionare su come gli strumenti digitali condizionano il nostro essere cittadini. Dal comprendere quanto la loro potenza e pervasività, la loro capacità di blandirci e condizionarci influenzino la partecipazione alla vita pubblica. Il nostro legame con le tecnologie non è infatti immediatamente evidente. Solo conoscendone le logiche retrostanti possiamo valutare come e perché svilupparle, usarle, valutarne i rischi, le opportunità e gli effetti. (…continua)

Città Metropolitane, Comuni, PNRR

di Antonio INFANTE su “Il nostro tempo” SPI CGIL VENEZIA – marzo 2022

Il Decreto del Ministero dell’Interno del 30/12/2021, che ha individuato i Comuni beneficiari dei fondi previsti dal PNRR per progetti di rigenerazione urbana e per la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, è stato oggetto di polemiche e prese di posizione nel paese e nella nostra città.(…continua)

Città, Pnrr, Digitale

di Antonio INFANTE – su “Il nostro tempo” SPI CGIL VENEZIA _ Gennaio 2022

I ritardi e le carenze digitali dell’Italia da tempo rilevate dalla Commissione Europea con l’indice DESI (monitoraggio dei progressi sulla digitalizzazione), già riportato su “Il nostro tempo” ha collocato il nostro paese, nel 2021, al 20° posto nella graduatoria generale degli Stati membri e al 25° posto nell’area delle competenze digitali.

All’indice DESI si sono aggiunti e perfezionati nel nostro paese ricerche e analisi utili alla comprensione delle trasformazioni digitali nelle città e nei territori.

L’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, nell’assumere l’impostazione del DESI Europeo, ha prodotto dal 2016 un “DESI Regionale” per focalizzare non solo i progressi della digitalizzazione ma anche il divario e i ritardi tra le regioni. (…continua)

LA LIBERTÀ È RESPONSABILE (OPPURE NON È LIBERTÀ). IL DIRITTO DI TUTTI AL NON CONTAGIO

Massimo CAVI – Avvenire 11/9/2021

Negli Stati Uniti, dove le battaglie per la libertà si caratterizzano sempre per le tonalità vivaci che arrivano ad assumere, alle cause intentate dai no-vax contro le imposizioni sanitarie si stanno ora aggiungendo iniziative legali per tutelare il diritto di non essere contagiati. Chi le promuove contesta agli Stati che vietano l’obbligo di mascherine nelle scuole o non richiedono una forma di Green pass in altri contesti, di non fare abbastanza per contrastare la pandemia, e dunque di allungare i tempi del ritorno alla normalità, oppure di discriminare i ragazzi più fragili nel momento in cui riprendono a fare vita comunitaria.

Il tema dei diritti di chi vuole essere protetto dall’infezione ribalta un po’ la prospettiva cui ci ha costretto fin qui la narrazione della ‘libertà’ ai tempi della pandemia, questione che in Italia finora ha riguardato solo chi rivendica il diritto, tutelato dalla Carta costituzionale, di non essere sottoposto a un trattamento sanitario contro la propria volontà … continua

in “Avvenire” del’11 settembre 2021