Dal crollo delle prenotazioni ai rischi per l’export di vino, l’epidemia sta insidiando da più fronti l’economia italiana. Ma quanto rischia di perdere il nostro sistema economico? (…continua)
Dal crollo delle prenotazioni ai rischi per l’export di vino, l’epidemia sta insidiando da più fronti l’economia italiana. Ma quanto rischia di perdere il nostro sistema economico? (…continua)
Il rapporto tra debito pubblico e Pil dovrebbe passare dal 134,8 per cento a fine 2019 al 149,6 per cento a fine 2020 , vicino ai massimi storici dall’Unità d’Italia raggiunti solo a seguito della prima guerra mondiale. (….continua)
Per la Sanità italiana esiste ormai un prima e un dopo il Covid-19: se fino ad oggi, pur nella consapevolezza che il digitale fosse un autentico “salvavita” per il sistema, erano le iniziative dei singoli (operatori o istituti) a contaminare il modello assistenziale tradizionale, da domani, finita l’emergenza, sarà impossibile non ripensare il modello strutturalmente ed a mente fredda.
Per questo serve fin da ora una strategia digitale per la Sanità post Covid-19: cinque – come vedremo – i punti essenziali che dovranno essere sviluppati dal Ministero della Salute in tandem con il Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione per evitare che, superata l’emergenza, di ritrovarci con lo stesso sistema sanitario (solo puntellato in alcuni reparti), che stava già scivolando progressivamente da principale infrastruttura sociale a sistema in crisi, sotto finanziato, diseguale geograficamente, senza programmazione delle risorse umane e non in grado di prevedere e gestire le emergenze di un mondo globalizzato. (…continua)
«Ci renderemo conto, guardando questo periodo con un po’ di distacco, che gli errori commessi sono stati moltissimi, alcuni probabilmente inevitabili, l’emergenza è l’emergenza intendiamoci, altri invece prevedibili. Se tuttavia si può contare su una struttura decisionale chiara e un’architettura istituzionale che la supporta, si può affrontare le crisi in modo più tranquillo. Così non è stato. Un buon modello per gestire una crisi imprevedibile può essere quello francese, che ha certamente la virtù di una catena di comando molto chiara» ( Prof. Alfonso Celotto – Linkiesta 4/4/2020.. continua)