DIMT.IT – Intelligenza artificiale, la strategia del governo per l’Italia

Si intitola così il paper   a cui ha dato vita il Mise a inizio anno con il compito di elaborare una strategia nazionale e contribuire al Piano Coordinato promosso dalla Commissione europea. (…..)

L’intelligenza artificiale si legge nell’introduzione è considerata “un’opportunità senza precedenti per incrementare la produttività del lavoro e per consentire progressi straordinari verso lo sviluppo sostenibile” e al punto da “costituire, per l’Italia, l’inizio di una rinascita” una “ReinAissance”. Gli esperti però non nascondono i rischi derivanti dall’uso “incauto” sul fronte in particolare della democrazia e per l’ordine globale. Tre le parti in cui è stato strutturato il documento: la Parte I è dedicata all’analisi del mercato globale, europeo e nazionale dell’AI (Capitolo 1), della strategia Europea in corso di definizione (Capitolo 2) e la visione italiana, antropocentrica e orientata verso lo sviluppo sostenibile (Capitolo 3). La Parte II descrive gli elementi fondamentali della strategia qui proposta: l’AI per l’Uomo (Capitolo 4), l’AI per un ecosistema affidabile e produttivo (Capitolo 5), e l’AI per lo Sviluppo Sostenibile (Capitolo 6). La Parte III descrive la governance proposta per l’AI italiana e propone alcune raccomandazioni per l’implementazione, il monitoraggio e la comunicazione della strategia nazionale in tema di Intelligenza Artificiale.

 

Il paper di  esperti sull’AI

 

L’ERA DEI PARTITI LIQUIDI È FINITA, SERVONO PARTITI ORGANIZZATI

Nadia URBINATI _ intervista  4 giungo 2019                        nuova atlantide.org

“..il fenomeno dei gilet gialli sono il  risultato del collasso, o dell’indebolimento, dei partiti di massa…. le forze populiste conquistano le periferie urbane e le zone rurali, le forze forze liberali e progressiste resistono nei centri storici..” (…continua)

LA RIVOLUZIONE DIGITALE

La tecnologia, negli ultimi anni, ha assunto una notevole rilevanza non solo sul piano economico ma anche socio culturale, nel modo di vivere  nei linguaggi e nei costumi. Una rivoluzione industriale che è alla base di una una sorta di mutazione antropologica.

Le piattaforme digitali, i Big Data, l’internet degli oggetti (IoT), il 4G (prossimamente il 5g) hanno dematerializzato l’economia moderna in economia della conoscenza  che crea valore attraverso la gestione e l’utilizzo del “dato”, unica risorsa in grado di gestire la complessità.

Le big tech, americane e cinesi ( Google, Facebook, Amazon, Apple Microsoft, Alibaba, Baidu e Tencent), sulla conoscenza, sulle reti e sulla  costituzione di sistemi digitali integrati, hanno costruito il nuovo business economico e finanziario che ha raggiunto, di recente, una capitalizzazione di oltre 5.000  miliardi di dollari, pari a 2,5 – 3 volte il PIL italiano e ha reso queste  imprese dei   veri “Stati a livello mondiale ” che governano il mercato   dei consumi e dei prodotti.

I Sistemi Integrati (originariamente conglomerati) sono rappresentati da: GOOGLE: Picasa, Linkedin,Android, Panoramio, YouTube; FACEBOOK: Instagram,Messenger,WhatsApp; APPLE: iTunes, Music,TV, Shazam.

L’ordine di grandezza dei ricavi e dei dipendenti è il seguente: FaceBook ricavi –  56 miliardi $, dipendenti 36.000;  Google ricavi 136 miliardi di $. dipendenti  98.000; Amazon ricavi 233 miliardi di $, dipendenti 613.000; Microsoft ricavi 32 miliardi di $ Dipendenti 131.000; Apple ricavi  265 miliardi di € dipendenti 132.000.

L’Europa, nella fase iniziale di Internet ebbe un ruolo decisivo con il CERN (Laboratorio di fisica europeo) dove TIM BERNERS_LEE  progettò un software per la documentazione scientifica in formato elettronico cui seguì la definizione del linguaggio HTML e il protocollo di rete HTTP.

Il CERN rese pubblico il codice sorgente nel 1993  che ebbe un successo immediato stante le possibilità di creare pagine web aprendo una fase di notevole crescita e diffusione di Internet.

Negli anni successivi le uniche società che hanno sviluppato le nuove tecnologie sono state  quelle americane e cinesi. In Europa l’unica azienda tecnologia multinazionale è la SAP con un fatturato di 24 miliardi di €.

Antonio INFANTE

(contributo per Venezia 2020: è tempo di programmi)

 

Un antico scritto di Luigi Scano

Turismo Insostenibile

ripubblicato 22.maggio.2015 (www.eddyburg.it) “…..a Venezia si discetta ….circa le migliori soluzioni tecniche idonee a porre a carico dei fruitori turistici della città storica lagunare (direttamente, o attraverso l’incremento di talune esazioni gravanti sugli operatori del settore) mentre…….si è scartata a priori la scelta di riprendere, e di approfondire…… a costruire un complesso sistema di regolazione della fruizione turistica della città storica e della laguna  nel cui contesto un elemento irrinunciabile sia la regolazione programmata dell’entità dei flussi turistici, basata innanzitutto sulla possibilità/obbligo di prenotare la fruizione”   (….articolo)

Atti del Convegno “Venezia, La Laguna, Il suo Territorio

INTRODUZIONE

Laura Di Lucia  COLETTI

 

Il titolo scelto definisce Venezia e il suo territorio beni comuni, proprio a partire dall’idea che sia “bene comune” tutto ciò che può essere identificato come un dono della natura (come le acque, l’aria, il suolo), ma anche della creatività delle generazioni che ci hanno preceduto (come i beni storici, isaperi, la bellezza) e che è funzionale alla concretizzazione dei diritti fondamentali delle persone e al buon vivere della collettività. E Venezia e il suo territorio è tutto questo.
Questo incontro è stato promosso dai Circoli di Libertà e Giustizia di Venezia e della Riviera del Brenta, con la collaborazione di altri soggetti e attori ( Cristiano GASPARETTO Ambiente Venezia-No grandi Navi; Laura Di Lucia COLETTI L’altra Europa-laboratorio Venezia).
Ci siamo confrontati con alcuni tra i massimi studiosi italiani di storia e di diritto; un pomeriggio che è diventato occasione per costruire uno spazio di confronto tra studiosi e gruppi, comitati, associazioni, che si battono nel nostro territorio contro la svendita del patrimonio pubblico.

I protagonisti sono stati cittadine e cittadini, insieme a Salvatore Settis, archeologo, storico dell’arte, autore tra le tante sue opere del noto “Se Venezia muore”, Giuseppe Micciarelli docente ricercatore presso Università di Salerno e autore di Beni comuni urbani come nuove istituzioni, a sostituire Ugo Mattei, per un impegno imprevisto, Rocco Alessio Albanese.

Intervento  – “Venezia Bene Comune” di Paolo CACCIARI

Registrazioni Audio/Video di: ROCCO ALESSIO ALBENESEGIUSEPPE MICCIARELLISALVATORE SETTIS 

Contributi di : MARCO BARAVALLE; MARIA FIANO;  CRISTIANO GASPARETTO;  SALVATORE LIHARD