Elezioni 2020 (Veneto – Venezia)

  • Situazione politica e sindacale alla luce dei risultati della recente consultazione elettorale a Venezia e nel Veneto.
  • Emergenza covid-19 e agenda politica

(Lega SPI CGIL Venezia Centro Storico e Isole – 23 ottobre 2020) – Antonio INFANTE

 

1.Premessa

Le consultazioni regionali e comunali per l’elezione del Presidente della Regione, del Sindaco, del Presidente delle Municipalità e dei rispettivi Consigli consentono di analizzare, ad insediamento avvenuto, l’esito delle votazioni del 2020 da mettere a confronto con quelle del 2010 e del 2015 al fine comprendere le modificazioni intervenute nell’elettorato e nella situazione politica.

I dati analizzati sono relativi ai voti e alle percentuali di:

  • Presidente Regione – Sindaco – Presidenti Municipalità Coalizioni;
  • Partito Democratico.

2. Regione Veneto

La tabella allegata constata il plebiscito per Zaia con una percentuale in assoluto tra le più alte in ITALIA, dall’istituzione delle regioni, di un presidente.

La distribuzione dei seggi è di 41 consiglieri al Centrodestra e 8 al centrosinistra.

L’analisi del voto e dei flussi è stata prodotta, in una interessante riunione della CGIL Regionale, da un esperto che ha illustrato i risultati di un sondaggio (instant poll) svolto nella giornata del voto e che riassumo in breve:

  • L’esposizione mediatica, durante l’emergenza Covid, ha inciso solo del 10% sul totale dei consensi ricevuti da Zaia.
  • Molti elettori hanno deciso di votare ZAIA prima e dopo il lockdown. Il consenso è frutto di un lavoro politico di lunga data;
  • I giovani non hanno votato centrosinistra;
  • Gli anziani votano centrosinistra.

Da ultimo il confronto tra i voti e le percentuali dell’intera Regione con quelli della Circoscrizione di Venezia.

La Coalizione di CentroSinistra e il PD registrano un modesto miglioramento dei risultati nella circoscrizione veneziana.

 

3. Comune di Venezia

   3.1.   Consiglio Comunale

Il CentroSinistra nel 2020 perde sul 2010 circa 39.000 voti, ne mantiene 36000, ma lascia sul campo 22,00 punti %. Il CentroDestra perde con Brunetta nel 2010 (voti 62.000), ma nel 2015 con Brugnaro al 2 turno è al 53 % mentre nel 2020 recupera in voti (66.000) e mantiene il 54% con la lista Brugnaro che si attesta a   38000 voti.

L’affluenza alle urne è stata: 2015 – 59,81%        2020 – 62,24%

   3.2. Partito Democratico

Nel 2020 perde 14.000 voti e punti 9,7 in % sul 2010- Le altre liste della coalizione scendono dal 22,26 % del 2010 al 9,96% del 2020

 

   3.3.  Municipalità

La perdita più consistente in termini di voti del CentroSinistra a Venezia Murano Burano è di 5.500 voti ma tiene con il 53% l’elezione del Presidente. A Marghera è di meno – 24 % con la perdita di 4500 voti. Il CentroDestra aumenta del 24% passando al 63% dei voti con la lista Brugnaro che ottiene da sola il 34 % circa.

Il PD a VeneziaMuranoBurano perde circa 1000 voti ma aumenta in % del 2,49, mentre a Marghera perde sia in voti – 1600 che in %  8,66.

Venezia Verde e Progressista nelle due Municipalità ottiene a VeneziaMuranoBurano 11% a Marghera 10%

4.Analisi del voto 

Sulla base dei dati rilevati è possibile fare il punto della situazione con alcuni primi commenti:

  • Il voto del Veneto ha confermato una vittoria chiara e netta della lega e della destra. Ha prevalso e vinto la visione autonomista affermatasi nel referendum consultivo del 2017 è sancita nella riforma del titolo V della Costituzione. Titolo che alla luce dell’emergenza covid- 19 e non solo va risistemato per le tensioni e conflitti aperti tra poteri centrali e locali
  • A Venezia il CentroDestra con Brugnaro mantiene, dopo 5 anni di governo della città, i suoi voti e la sua forza. Il CentroSinistra con Baretta perde molti consensi rispetto al 2010 e 2015 in ragione della costituzione di altre liste e candidati sempre dell’area di centrosinistra. Perdere 39000 voti vuol dire i voti di un partito del 32%:
  • L’associazionismo e i movimenti presenti nella città, molto attivi nella fase preelettorale, non hanno rafforzato il centrosinistra;
  • Le ragioni della sconfitta del centro sinistra a Venezia vengono da lontano e cito in breve: nel 2005 il sindaco Costa non viene ricandidato per il secondo mandato e si va al ballottaggio con Cacciari Casson; nel 2010 vince Orsoni che a seguito scandalo MOSE presenta le dimissioni dopo 4 anni con la nomina del Commissario; nel 2015 Casson perde con Brugnaro;
  • Il sistema elettorale per l’elezione del Sindaco ha condizionato e condiziona lo stato dei partiti già in crisi sul piano sociale culturale organizzativo con l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. La selezione per la scelta del candidato e sempre meno nelle mani dei partiti ma di gruppi di interesse, di potere e di lobby che finanziano la campagna elettorale e la possibile elezione. A Venezia vale la pena precisare che il costo di una campagna elettorale si aggira su qualche centinaio di migliaia di €;
  • Infine non va dimenticato il Governo RENZI e le sue politiche, la vittoria del NO sulla riforma costituzionale, la scissione del PD con la nascita di LEU alle politiche e da ultimo l’uscita di RENZI dal PD con la costituzione di ItaliaViva.

Questo sintetico quadro mi offre la possibilità di proporre alla discussione che iniziamo oggi, alcune priorità e scelte che il sindacato deve assumere e il contributo che deve e può dare lo SPI CGIL.

Il punto da cui partire per quanto mi riguarda deve considerare:

  • dopo quasi due mesi dalle votazioni la pandemia ha imposto una agenda politica completamente diversa stante la crisi sanitaria sociale economica impressionante devastante. Tutto è in discussione
  • Il bollettino di ieri (11 novembre) evidenzia circa 33000 nuovi contagi – 623 decessi – 3081 ricoverati in terapia intensiva – un totale di tamponi effettuati pari a 18 milioni
  • Il Ministro Speranza ha firmato ordinanza dell’entrata nell’area arancione di Regioni Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana, Umbria che assieme a quelle già rosse danno un totale di 12 regioni compresa la Provincia autonoma di Bolzano. Credo che nei prossimi giorni si arriverà ad al secondo look down per tutto il paese.
  • Dal mese di febbraio le misure straordinarie del governo sono state tutte volte a contenere la diffusione dell’epidemia da Covid-19. Gli interventi economici del Governo ammontano a circa 100 miliardi per sostenere i redditi delle famiglie, i livelli occupazionali, il sistema produttivo e la sanità.

 

4.La crisi economica

L’impatto delle misure adottate sull’andamento del debito pubblico nei prossimi anni colloca l’Italia al 2 posto nel mondo dopo il Giappone con una previsione del rapporto percentuale debito prodotto interno lordo pari a circa il 160%, Nel 2019 il rapporto è stato del 134% per un ammontare del debito pari a 2386 miliardi di €. Alla data di ieri il debito ha raggiunto la cifra di circa 2600 miliardi di €.

La stima del PIL per l’Italia nel 2020 è di  -9%.

I posti di lavoro persi da febbraio a giugno secondo l’INPS, sempre per l’Italia, sono stati 500 mila soprattutto a tempo determinato. La disoccupazione passerà da circa il 9,8% di febbraio 2020 al 17% del post Covid 19. Anche il Pil veneto nel 2020 subirà una contrazione del 9% stante una perdita di 34 mila posti di lavoro nel 1 semestre. I fondamentali su base annua subiranno, con la seconda ondata in corso e le misure restrittive assunte e da assumere, variazioni negative molto consistenti.

La depressione economica che si profila all’orizzonte con la seconda ondata in corso, aggraverà:

  • Le diseguaglianze e le condizioni di vita e della salute delle fasce deboli soprattutto anziani (16 milioni di pensionati – 293 miliardi di €  34% di tutta la spesa pubblica pari a circa 854 miliardi di €).  L’Italia ancora, con il 27% della popolazione  corrispondente a 17    milioni di persone,  è tra i   paesi peggiori  d’Europa per il rischio   povertà dopo Bulgaria, Romania e Grecia.  Al   Sud la situazione è pesantissima: 55,6% in Sicilia,  49,9%  in Campania e 46,7% in Calabria. In povertà assoluta si trovano 5 milioni di persone mentre in      povertà relativa l’Istat ne rileva 10 milioni. Numeri e % che rischiano di aumentare per la disoccupazione precarizzazione a seguito delle innovazioni tecnologiche che saranno    introdotte sulle imprese e mercato del lavoro. Tecnologie che assieme all’informazione sono, oggi, i fattori immateriali    dell’economia   moderna, dell’economia della conoscenza, l’unica    risorsa in grado gestire la complessità. 
  • la “crisi fiscale” dello Stato, con seri rischi per la tenuta democratica. 
  • infine va ricordata la condizione psicologica di uomini donne giovani caratterizzata, per lo stress e il trauma che oggi vivono, da ansia, paura, insicurezza, rabbia e impotenza.

Il tutto ci sta portando verso una società che io definirei  

società del rischio a seguito della trasformazione dello stato di emergenza in permanente

Cosa fare per vitare questo rischio – soprattutto a livello sociale?

Credo sia necessario e indispensabile che “tutte le forze sociali umane ed economiche convergano alla definizione di una strategia per il futuro del nostro Paese attraverso interventi, azioni progetti e proposte che consentano “il superamento dell’inequità” dell’ingiustizia e la promozione di una “nuova economia” più attenta ai principi etici.”

Per questa strategia torneranno utili e saranno necessari il Recovery fund – e il MES.

Al contrario senza una strategia ci sarà la distribuzione dei pani e dei pesci ed una miriade di interventi che non modificheranno gli assetti sociali esistenti e la crisi in atto.

Per il sindacato e la CGIL, che nella prima fase della pandemia hanno ritrovato un protagonismo che è stato contrastato ed escluso nel passato dalle scelte politiche conseguenti alla competizione produttiva su scala globale, l’azione non potrà limitarsi solo alle rivendicazioni categoriali ma essere parte in causa nell’individuazione di obietti e strategie per il Paese e per il futuro delle nuove generazioni.

Per ripartire   saranno necessarie alcune condizioni;

  • un’azione unitaria e coordinata tra Governo Regioni Città Metropolitane e Autonomie Locali
  • politiche e sostegno per il rilancio dei consumi
  • iniziative economiche finalizzate al sostegno di un piano industriale dei settori strategici e della riconversione delle piccole e medie imprese con una ridefinizione del ruolo dello Stato (regole      concessioni strumenti finanziari)  nel rapporto tra pubblico   e privato
  • l’avvio di una nuova fase della concertazione tra le forze sociali e le  associazioni di categoria
  • meno teatralità nella comunicazione e nei media con una informazione chiara positiva che consenta ai cittadini di uscire dallo   shock dal trauma che il coronavirus ha prodotto
  • un Europa che superi la politica dei trattati e si collochi in uno scenario politico dominato oggi dal dualismo Cina America
  • infine c’è bisogno anche dei pensionati come cittadini e come SPI con la  forza, le  idee e le proposte da far valere nella logica della        concertazione per un patto sociale tra le generazioni e per il paese.

 

5.Le iniziative e le azioni da intraprendere come Lega

Considerata la positiva azione dello SPI a livello nazionale, regionale, metropolitano e Lega, mi preme mettere in evidenza alcune priorità e interventi verso i pensionati.

L’emergenza COVID-19, con una diffusione che ha causato drammi decessi, collasso delle strutture sanitarie, ha rilevato l’importanza dei dati su vari fronti quali l’andamento della pandemia e dei contagi, l’approvvigionamento dei dispositivi di indagine (tamponi) e di protezione individuale, la ricerca scientifica e la quantificazione delle risorse e delle politiche utili alla ripresa delle attività produttive

Il potenziale dei dati, tuttavia, non è stato colto negli anni passati dall’Italia e dalla stessa Europa che solo di recente, febbraio 2020, con la Commissione Von Der Leyen ha delineato una strategia per la creazione di un mercato unico dei dati europeo e dalla urgente necessità di sviluppare modelli epidemiologici utili per la lotta alla pandemia.

L’indice della digitalizzazione dell’economia e della società, creato dalla stessa Commissione Europea per monitorare la competitività digitale degli Stati membri ha confermato nel 2019 i ritardi dell’Italia su connettività, banda larga, big data, ricerca innovazione collocandola al 24 posto tra i 28 Stati membri dell’UE, nonostante la crescita della copertura a banda larga veloce, lo sviluppo del 5G e la strategia Industria 4.0 per la digitalizzazione delle imprese italiane.

Una conferma è venuta di recente anche con l’applicazione IMMUNI nata dalla collaborazione di Bending Spoons,  Sogei,  PagoPA e con l’utilizzo della  piattaforma software di tracciamento dei contatti sviluppata da  Apple e Google.

Mentre in Europa molti paesi stanno convergendo sulla soluzione italiana IMMUNI in Italia non ha ancora avuto un utilizzo diffuso (solo 8 milioni di cittadini) stante il corto circuito creatosi nella fase di avvio, tra la segnalazione del contatto con un soggetto positivo e la gestione delle istruzioni e il rapporto con le stesse aziende ospedaliere nel caso in cui nei giorni successivi emergano possibili sintomi (tosse, raffreddore, febbre o altro ancora).

Il Dpcm del 18 ottobre scorso, per ripristinare la catena di funzionamento dell’app e superare gli ostacoli, ha introdotto una norma che obbliga gli operatori sanitari accedendo al sistema centrale di Immuni, di caricare il codice chiave in presenza di un caso di positività”.

La Regione Veneto non ha avviato da subito tali adempimenti come ha candidamente ha affermato Zaia di non saperne nulla. La verità è che il Veneto sta lavorando ad un APP mobile propria.

Tutto questo per dire che l’economia dei dati ridefinita “la quarta rivoluzione industriale” è, per i prossimi anni, il motore per garantire non solo sviluppo economico e l’innovazione in tutti i settori produttivi, ma anche per garantire che il settore pubblico progetti per i cittadini servizi e applicazioni innovative e ed efficienti.

In questo periodo nel nostro paese sono in corso numerose iniziative nel campo della digitalizzazione e della pubblica amministrazione.

In breve cito:

  • SPID – identità digitale
  • CiE – carta di identità elettronica
  • Tessera sanitaria – dal 2011 (TS- CNS)
  • CnS – strumento di identificazione in rete che consente la fruizione dei servizi delle amministrazioni pubbliche.
  • PagoPA – Non è un sito dove pagare, ma una nuova modalità per eseguire tramite i Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) aderenti, i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione in modalità standardizzata. le agenzie di banca, gli home banking, gli sportelli ATM, i punti vendita SISAL, Lottomatica e Banca 5 e presso gli uffici postali.
  • Io – Un unico punto di accesso per interagire in modo semplice e sicuro con i servizi pubblici locali e nazionali, direttamente dal tuo smartphone
  • Immuni
  • Sanità Km zero – Fascicolo sanitario elettronico
  • Sanità Km zero – Ricette
  • Telemedicina

L’impatto delle applicazioni digitali elencate sui pensionati sarà notevole complesso problematico.

L’avvio di una alfabetizzazione che consenta una minima operatività dei pensionati deve essere assunta dallo Spi con modalità da definire su tre direttrici: fformazione; comunicazione; assistenza ai pensionati nelle sedi distribuite sul territorio.

 

Le Big Tech della globalizzazione

di Antonio INFANTE

La tecnologia, negli ultimi anni, ha assunto una notevole rilevanza non solo sul piano economico ma anche socio culturale, nel modo di vivere  nei linguaggi e nei costumi. Una rivoluzione industriale che è alla base di una una sorta di mutazione antropologica.

Le piattaforme digitali, i Big Data, l’internet degli oggetti (IoT), il 4G (prossimamente il 5g) hanno dematerializzato l’economia moderna in economia della conoscenza  che crea valore attraverso la gestione e l’utilizzo del “dato”, unica risorsa in grado di gestire la complessità.

Le big tech, americane e cinesi ( Google, Facebook, Amazon, Apple Microsoft, Alibaba, Baidu e Tencent), sulla conoscenza, sulle reti e sulla  costituzione di sistemi digitali integrati, hanno costruito il nuovo business economico e finanziario che ha raggiunto, di recente, una capitalizzazione di oltre 5.000  miliardi di dollari, pari a 2,5 – 3 volte il PIL italiano e ha reso queste  imprese dei   veri “Stati a livello mondiale ” che governano il mercato   dei consumi e dei prodotti.

I Sistemi Integrati (originariamente conglomerati) sono rappresentati da: GOOGLE: Picasa, Linkedin,Android, Panoramio, YouTube; FACEBOOK: Instagram,Messenger,WhatsApp; APPLE: iTunes, Music,TV, Shazam.

L’ordine di grandezza dei ricavi e dei dipendenti è il seguente: FaceBook ricavi –  56 miliardi $, dipendenti 36.000;  Google ricavi 136 miliardi di $. dipendenti  98.000; Amazon ricavi 233 miliardi di $, dipendenti 613.000; Microsoft ricavi 32 miliardi di $ Dipendenti 131.000; Apple ricavi  265 miliardi di € dipendenti 132.000.

L’Europa, nella fase iniziale di Internet ebbe un ruolo decisivo con il CERN (Laboratorio di fisica europeo) dove TIM BERNERS_LEE  progettò un software per la documentazione scientifica in formato elettronico cui seguì la definizione del linguaggio HTML e il protocollo di rete HTTP.

Il CERN rese pubblico il codice sorgente nel 1993  che ebbe un successo immediato stante le possibilità di creare pagine web aprendo una nuova  fase di notevole crescita e diffusione di Internet.

Dopo questo risultato le uniche società che hanno sviluppato le nuove tecnologie, sono state  quelle americane e cinesi. In Europa l’unica azienda tecnologia multinazionale è la SAP con un fatturato di 24 miliardi di €.

Antonio INFANTE

Rivoluzione digitale

La tecnologia, negli ultimi anni, ha assunto una notevole rilevanza non solo sul piano economico ma anche socio culturale, nel modo di vivere  nei linguaggi e nei costumi. Una rivoluzione industriale che è alla base di una una sorta di mutazione antropologica.

Le piattaforme digitali, i Big Data, l’internet degli oggetti (IoT), il 4G (prossimamente il 5g) hanno dematerializzato l’economia moderna in economia della conoscenza  che crea valore attraverso la gestione e l’utilizzo del “dato”, unica risorsa in grado di gestire la complessità.

Le big tech, americane e cinesi ( Google, Facebook, Amazon, Apple Microsoft, Alibaba, Baidu e Tencent), sulla conoscenza, sulle reti e sulla  costituzione di sistemi digitali integrati, hanno costruito il nuovo business economico e finanziario che ha raggiunto, di recente, una capitalizzazione di oltre 5.000  miliardi di dollari, pari a 2,5 – 3 volte il PIL italiano e ha reso queste  imprese dei   veri “Stati a livello mondiale ” che governano il mercato   dei consumi e dei prodotti.

I Sistemi Integrati (originariamente conglomerati) sono rappresentati da: GOOGLE: Picasa, Linkedin,Android, Panoramio, YouTube; FACEBOOK: Instagram,Messenger,WhatsApp; APPLE: iTunes, Music,TV, Shazam.

L’ordine di grandezza dei ricavi e dei dipendenti è il seguente: FaceBook ricavi –  56 miliardi $, dipendenti 36.000;  Google ricavi 136 miliardi di $. dipendenti  98.000; Amazon ricavi 233 miliardi di $, dipendenti 613.000; Microsoft ricavi 32 miliardi di $ Dipendenti 131.000; Apple ricavi  265 miliardi di € dipendenti 132.000.

L’Europa, nella fase iniziale di Internet ebbe un ruolo decisivo con il CERN (Laboratorio di fisica europeo) dove TIM BERNERS_LEE  progettò un software per la documentazione scientifica in formato elettronico cui seguì la definizione del linguaggio HTML e il protocollo di rete HTTP.

Il CERN rese pubblico il codice sorgente nel 1993  che ebbe un successo immediato stante le possibilità di creare pagine web aprendo una nuova  fase di notevole crescita e diffusione di Internet.

Dopo questo risultato le uniche società che hanno sviluppato le nuove tecnologie, sono state  quelle americane e cinesi. In Europa l’unica azienda tecnologia multinazionale è la SAP con un fatturato di 24 miliardi di €. 

Documentazione – Materiali

 

Una strategia digitale per Venezia

La Digital Strategy  è oggi una scelta irrinunciabile per la città di Venezia da definire nelle linee  programmatiche per il rinnovo del Consiglio Comunale del 2020.

Le discussioni, gli incontri in corso  tra le forze politiche, associazioni, movimenti, tuttavia,  trascurano e non   analizzano i cambiamenti prodotti dalle nuove tecnologie sulla città, punto di congiunzione tra locale e globale  fra luoghi e flussi che sta trasformando la vita economica e sociale di tutti i  cittadini veneziani

La rilevanza della  rivoluzione digitale è stata posta  da Autorità e Istituzioni nazionali e  internazionali L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e il Garante per la Protezione dei Dati Personali in un’indagine conoscitiva congiunta (Big Data. Linee guida e raccomandazioni di policy)  hanno analizzato le nuove sfide dell’economia digitale in considerazione che “lo sviluppo dell’economia data driven ha implicazioni non solo sul funzionamento dei mercati e sul benessere dei consumatori, ma anche sotto il profilo sociale e democratico.

La Commissione Europea con l’indice digitale dell’economia e della società (DESI – Digital Economy and Society Index – composto da 13 indicatori tra cui connettività, banda larga, big data,ricerca innovazione) ha confermato i ritardi dell’Italia collocandola al 24 posto tra i 28 Stati membri dell’UE, nonostante la crescita della copertura a banda larga veloce, lo sviluppo del 5G e la strategia Industria 4.0, rinominata  Impresa 4.0 per la digitalizzazione delle imprese italiane.

L’economia dei dati “la quarta rivoluzione industriale” ha prodotto notevoli trasformazioni.

  • le piattaforme digitali, i Big Data, l’internet degli oggetti (IoT), il 4G (prossimamente il 5g) hanno dematerializzato l’economia moderna in economia della conoscenza  che crea valore attraverso la gestione e l’utilizzo del “dato”, unica risorsa in grado di gestire la complessità;
  • le big tech, americane e cinesi ( Google, Facebook, Amazon, Apple Microsoft, Alibaba, Baidu e Tencent), sulla conoscenza, sulle reti e sulla  costituzione di sistemi digitali integrati, hanno costruito il nuovo business economico e finanziario che ha raggiunto, di recente, una capitalizzazione di oltre 5.000  miliardi di dollari, pari a 2,5 – 3 volte il PIL italiano e ha reso queste  imprese dei   veri “Stati a livello mondiale ” che governano il mercato   dei consumi e dei prodotti ma hanno   anche aumentato   le disuguaglianze e il rischio povertà   sia tra  Paesi che all’interno dei Paesi stessi.

Conseguenze ed effetti negativi si sono prodotti sul mercato del lavoro, sull’ambiente, sui territori, sulla   violazione della privacy,  sulla violazione del   diritto d’autore, evadendo o eludendo le tasse.

Anche la città, dove il tutto o quasi tutto è datificato, si è trasformata in città digitale ma priva al tempo stesso della conoscenza strategica della trasformazione tecnologica in atto, che produce cambiamenti non solo sulla forma e struttura urbana ma soprattutto sull’esercizio dei diritti di cittadinanza.

Lo dimostra la ricerca “Airification” prodotta dal Laboratorio LADEST dell’Università di Siena, sulla trasformazione delle abitazioni dei proprietari di case  in case vacanze per affitti brevi nei Centri  Storici e nelle Città d’Arte divenuti ormai enormi AirBnB ( piattaforma digitale domanda/offerta di affitti turistici e temporanei). Lo dimostra l’e-commerce che nel 2018  ha registrato in tutta Italia 230 milioni di spedizioni con un impatto notevole sui trasporti sulla logistica sull’ambiente.

Spopolamento, alto costo della vita, trasformazioni urbane sono le conseguenze.

L’Unione Europea per far fronte alla valenza politica e sociale che la rete e l’economia dei dati ha in ogni campo ha approvato: il   regolamento (GDPR) sul trattamento e protezione dati personali; la nuova legge sul copyright; l’agenda digitale, settima iniziativa per la  strategia Europa 2020, con l’obiettivo principale di una crescita sostenibile e inclusiva.

L’Agenda digitale italiana, è stata finanziata dal  Programma Operativo Nazionale (PON) “Città Metropolitane 2014 – 2020  con 152 milioni di €, di cui 8 milioni di € alla Città Metropolitana di Venezia che ha avviato 5 progetti : piattaforma metropolitana dei sistemi informativi territoriali; piattaforma metropolitana per la sicurezza; piattaforma dei servizi; piattaforma per le prestazioni sociali; piattaforma mobile per i servizi di tempo libero – Venezia Unica.

I primi risultati conseguiti riguardano il nuovo sito del Comune di Venezia e “DIME” la piattaforma CRM multicanale per l’erogazione digitale e telefonica dei servizi pubblici.

Il potenziale che le tecnologie digitali offrono per attivare nuovi processi  e politiche di sviluppo con la partecipazione dei cittadini e per sperimentare nuove forme di democrazia è un’opportunità che  tutti gli attori locali pubblici e  privati devono assumere.

Le buone pratiche delle città impegnate ad affrontare i rischi e le opportunità delle  tecnologie digitali offrono utili indicazioni e strategie.

Al Summit  Sharing Cities, tenutosi a Barcellona nel 2018, 50 città hanno avviato una collaborazione con l’approvazione della Dichiarazione comune di condivisione dei principi e degli impegni per costruire risorse e reti di dati sulla città in una strategia collaborativa e di condivisione delle sviluppo sostenibile. Altre indicazioni  offrono: Parigi con la piattaforma online sul “bilancio preventivo”;  Barcellona “Decidim” con la piattaforma partecipativa online, sviluppata grazie al software libero, per l’elaborazione di un piano di riduzione del 21% i livelli di inquinamento dell’aria, di quello acustico e del traffico; Amsterdam la prima città europea ad aver disciplinato l’attività di Airbnb  in cambio del pagamento delle imposte sul reddito e della tassa di soggiorno.

Venezia per risolvere le molte criticità ambientali, economiche e sociali deve cogliere le  sfide e le opportunità del digitale e  può e deve essere ripensata e rigenerata in una città “incubatrice di idee” perché sono le idee il “Know-how” per affrontare  i  cambiamenti in atto.

La collaborazione tra tutti gli attori pubblici e privati (Comune, Città Metropolitana, Istituzioni Universitarie, Parco scientifico e tecnologico VEGA, Agenda digitale italiana e veneta, Associazioni delle imprese,  Associazioni sociali e di categoria) è la condizione per una nuova strategia di sviluppo della città

Se questa prospettiva è assunta da tutti gli attori gli obiettivi dovranno  concretizzarsi attraverso:

  • l’adozione di un piano strategico quinquennale per promuovere e realizzare a Venezia un “hub tecnologico” per la tutela dell’interesse pubblico a  scala metropolitana, nazionale e nella prospettiva al tempo stesso di promuovere nuove strategie di sviluppo sostenibile per la città;
  • una piano finanziario sostenuto da fondi europei, nazionali, regionali e locali, istituzioni, aziende pubbliche, fondazioni, centri di ricerca, istituzioni finanziarie e banche e con la partecipazione e il contributo finanziario della Cassa Depositi e Prestiti;
  • l’ampliamento e lo sviluppo di piattaforme digitali comuni, per rafforzare la governance e per migliorare il processo decisionale sui temi quali la pianificazione urbana, il turismo, i servizi pubblici, la  tutela ambientale e lo sviluppo di nuove forme di democrazia partecipata
  • La realizzazione di programmi di formazione, di strumenti e linee guida (una carta dei principi) per garantire l’utilizzo e l’accesso libero ai dati di cittadini e imprese per una nuova etica del digitale a tutela dei diritti di cittadinanza

Venezia 28 luglio 2019

Antonio INFANTE

LA RIVOLUZIONE DIGITALE

La tecnologia, negli ultimi anni, ha assunto una notevole rilevanza non solo sul piano economico ma anche socio culturale, nel modo di vivere  nei linguaggi e nei costumi. Una rivoluzione industriale che è alla base di una una sorta di mutazione antropologica.

Le piattaforme digitali, i Big Data, l’internet degli oggetti (IoT), il 4G (prossimamente il 5g) hanno dematerializzato l’economia moderna in economia della conoscenza  che crea valore attraverso la gestione e l’utilizzo del “dato”, unica risorsa in grado di gestire la complessità.

Le big tech, americane e cinesi ( Google, Facebook, Amazon, Apple Microsoft, Alibaba, Baidu e Tencent), sulla conoscenza, sulle reti e sulla  costituzione di sistemi digitali integrati, hanno costruito il nuovo business economico e finanziario che ha raggiunto, di recente, una capitalizzazione di oltre 5.000  miliardi di dollari, pari a 2,5 – 3 volte il PIL italiano e ha reso queste  imprese dei   veri “Stati a livello mondiale ” che governano il mercato   dei consumi e dei prodotti.

I Sistemi Integrati (originariamente conglomerati) sono rappresentati da: GOOGLE: Picasa, Linkedin,Android, Panoramio, YouTube; FACEBOOK: Instagram,Messenger,WhatsApp; APPLE: iTunes, Music,TV, Shazam.

L’ordine di grandezza dei ricavi e dei dipendenti è il seguente: FaceBook ricavi –  56 miliardi $, dipendenti 36.000;  Google ricavi 136 miliardi di $. dipendenti  98.000; Amazon ricavi 233 miliardi di $, dipendenti 613.000; Microsoft ricavi 32 miliardi di $ Dipendenti 131.000; Apple ricavi  265 miliardi di € dipendenti 132.000.

L’Europa, nella fase iniziale di Internet ebbe un ruolo decisivo con il CERN (Laboratorio di fisica europeo) dove TIM BERNERS_LEE  progettò un software per la documentazione scientifica in formato elettronico cui seguì la definizione del linguaggio HTML e il protocollo di rete HTTP.

Il CERN rese pubblico il codice sorgente nel 1993  che ebbe un successo immediato stante le possibilità di creare pagine web aprendo una fase di notevole crescita e diffusione di Internet.

Negli anni successivi le uniche società che hanno sviluppato le nuove tecnologie sono state  quelle americane e cinesi. In Europa l’unica azienda tecnologia multinazionale è la SAP con un fatturato di 24 miliardi di €.

Antonio INFANTE

(contributo per Venezia 2020: è tempo di programmi)