È impietosa l’analisi consegnata al Parlamento dalla Corte dei Conti sul Servizio Sanitario Nazionale. Impietosa ma chiara, perché i numeri sono incontrovertibili. Le risorse economiche e umane sono troppo poche, diminuiscono inesorabilmente da almeno 15 anni e solo nel biennio 2020-2022 sono state implementate. Il Covid infestava il mondo e sono serviti soldi per arginare almeno in parte le falle che negli anni del sottofinanziamento si erano aperte. Quella lezione, però non l’abbiamo imparata, altro che “finirà tutto bene”! Dal 2023, da quando Giorgia Meloni siede a Palazzo Chigi, il disinvestimento – nonostante le favole che la premier racconta – è ripreso tanto da tagliare anche case e ospedali di comunità previsti dal Pnrr firmato Draghi ma revisionato al ribasso da Fitto. …coninua
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Sanità, le bugie hanno le gambe corte
Sorrentino, Fp Cgil, risponde al ministro della Salute Schillaci: “Basta propaganda sulla pelle di cittadini e operatori della sanità”
ROBERTA LISI 5 aprile 2024
Non sono bastate le bocciature delle Regioni, della Ragioneria dello Stato, di 14 tra i maggiori scienziati del Paese e della Corte dei Conti che richiamano allarmati il governo alla necessità di maggiori finanziamenti per il Servizio Sanitario Nazionale. Le Regioni paventano di ricorrere alla Corte Costituzionale se non verrà cancellata una norma che nell’ultimo Dl sul Pnrr sottrae ai sistemi sanitari regionali ben 1,2 miliardi di euro (…continua)