Ocse rilancia web tax, proposta per soluzione in 2020

L’Ocse rilancia la web tax, annunciando una proposta ad hoc che verrà presentata al G20 la prossima settimana. Mira ad “assicurare che i grandi e assai redditizi gruppi multinazionali, incluse le società digitali, paghino le tasse dovunque abbiano significativi legami diretti con i consumatori e generino i loro profitti”. “Il mancato raggiungimento di un accordo entro il 2020 – ha affermato il segretario OCSE Angel Gurria – aumenterebbe notevolmente il rischio che i paesi agiscano unilateralmente, con conseguenze negative su un’economia globale già fragile”. (…continua)

 

 

Ministra Pisano, la volta buona per vincere la sfida “competenze digitali”

Finalmente: sulla base di quanto è in uscita in Gazzetta Ufficiale, è confermata l’attribuzione alla Ministra per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano di tutte le competenze sul digitale che spettano al presidente del Consiglio, con descrizioni chiare e che non lasciano spazi ad ambiguità e potenziali conflitti di competenza con la delega ….“ad esercitare le funzioni spettanti al presidente del Consiglio dei ministri nelle materie dell’innovazione tecnologica, dell’attuazione dell’agenda digitale e della trasformazione digitale del Paese con particolare riferimento alle infrastrutture digitali materiali e immateriali, alle tecnologie e servizi di rete, allo sviluppo e alla diffusione dell’uso delle tecnologie tra cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, alla diffusione dell’educazione e della cultura digitale anche attraverso il necessario raccordo e coordinamento con le organizzazioni internazionali ed europee operanti nel settore” e che in particolare per quanto riguarda le competenze digitali nel settore pubblico, “in raccordo con le amministrazioni interessate” si occuperà dello “sviluppo e diffusione delle competenze necessarie per un adeguato uso delle tecnologie digitali nei mondi della scuola, dell’università e della ricerca, della PA centrale e locale, della giustizia, dell’impresa, del lavoro e dell’attività sociale“. (…continua)

 

 

 

Il debito pubblico ha superato 2400 miliardi di €

Il rapporto tra il debito pubblico e il Pil  si colloca  (stime di aprile 2019) attorno al 132,6%.

Il nostro è il secondo debito pubblico più alto in Europa dopo la Grecia e uno dei più alti al mondo.

Per finanziare il proprio debito deve emettere ogni anno titoli di Stato per circa 400 miliardi di euro, la condizione essenziale per ridurlo è non perdere la fiducia dei mercati e degli investitori che liberamente in una moderna economia di mercato decidono se acquistarli oppure no. In spesa per interessi il nostro paese spende il 3,6% del Pil, attorno ai 60 miliardi l’anno. Una cifra imponente che restringe drasticamente i margini di manovra per qualsiasi governo (…continua su Il Sole24Ore)

 

sull’andamento in tempo reale del debito vai su IbL